La diffusione dei latticini da siero è particolarmente legata ai paesi del Mediterraneo, e le ragioni sono sia storiche che climatiche. In queste regioni il clima caldo rendeva difficile la conservazione del latte crudo, e imponeva lavorazioni rapide, con prodotti da consumare freschi o da trasformare in breve tempo. In parallelo, l’economia rurale era basata su un modello circolare: nulla andava perduto, e ogni sottoprodotto trovava un nuovo utilizzo. Così, il siero veniva recuperato e lavorato per ottenere un latticino che entrava a pieno titolo nella cucina quotidiana.
In Italia, la ricotta ha mille varianti. In Sardegna si produce una ricotta di pecora densa, corposa, perfetta da affumicare o da salare. In Campania, la ricotta di bufala è così dolce e cremosa da essere diventata l’ingrediente prediletto di molti dolci artigianali. In Sicilia, la ricotta fresca è il cuore pulsante della pasticceria: nei cannoli, nella cassata, ma anche in tanti piatti di pasta ripiena. C’è poi la ricotta salata, presente in molte regioni del Sud: viene fatta asciugare, salata e stagionata, fino a diventare compatta e grattugiabile. In Puglia, esiste la ricotta forte, un prodotto fermentato dal sapore intenso e piccante, usato per condire o dare carattere a piatti semplici.
Ma al di là dell’Italia, molti altri paesi mediterranei hanno sviluppato prodotti simili. In Serbia e Albania, ad esempio, si produce l’urda, una crema bianca ottenuta dal siero di latte ovino o caprino. La sua consistenza ricorda la ricotta, ma il sapore è più lattico, a volte leggermente affumicato. Viene consumata con pane rustico o inserita nei ripieni di piatti tradizionali.
In Grecia, esistono due varianti molto diffuse: la myzithra, spesso fresca e leggermente dolce, e l’anthotyros, più asciutta, che può essere anche stagionata. Entrambe sono usate tanto nei piatti salati quanto nei dessert, e rappresentano una continuità con la tradizione greca di rispetto per gli scarti nobili del latte.
In Turchia, il lor peyniri è un latticino da siero a base di latte vaccino, spesso insaporito con erbe o spezie. Viene usato per farcire pane piatto, nella colazione tradizionale o come ingrediente nei dolci.
Spostandosi verso l’Europa centrale, in Svizzera si trova lo ziger, un derivato del siero spesso speziato, impiegato in piatti rustici alpini o consumato in purezza. È un latticino dalla lunga tradizione, spesso legato alla cultura pastorale e monastica.
Anche fuori dall’Europa esistono prodotti analoghi. In Messico e Centro America si prepara il requesón, una crema morbida e neutra che viene usata per farciture, dolci, crostate salate. In India, il chenna – ottenuto dalla cagliata acida del latte – somiglia molto alla ricotta fresca, mentre il paneer, che ne rappresenta la versione pressata, è compatto e adatto alla cottura. In Medio Oriente e nel Nord Africa, infine, non mancano latticini affini, spesso a base di latte di capra, profumati con spezie e conservati in salamoia.