Le proteine nel pet food

Quando si parla di proteine nel pet food, il pensiero va quasi sempre alla carne. Pollo, manzo, pesce, agnello: sono ingredienti familiari, facilmente riconoscibili e spesso messi in evidenza anche sulle confezioni. Ma dal punto di vista nutrizionale il discorso è più ampio. Le proteine possono avere origine animale o vegetale, possono arrivare da ingredienti molto diversi e, soprattutto, non sono tutte uguali. A fare la differenza non è soltanto la loro quantità, ma anche quali aminoacidi forniscono, quanto sono digeribili e come vengono combinati all’interno di un alimento completo. Cane e gatto, inoltre, non hanno gli stessi fabbisogni: una differenza che nasce dalla loro fisiologia e che incide direttamente sulla formulazione del pet food.

A cosa servono davvero le proteine

Le proteine sono uno dei nutrienti fondamentali nell’alimentazione di cani e gatti. Entrano nella struttura di muscoli, organi, sangue, pelle e pelo e partecipano a numerose funzioni dell’organismo. Per utilizzarle, il corpo le scompone nei loro componenti di base: gli aminoacidi. Alcuni aminoacidi possono essere prodotti direttamente dall’organismo, altri devono essere assunti attraverso l’alimentazione e per questo vengono definiti essenziali. Il cane necessita di dieci aminoacidi essenziali forniti dalla dieta, mentre per il gatto sono undici. È già un primo indizio di quanto sia riduttivo fermarsi alla semplice percentuale di proteine riportata sull’etichetta.

Due alimenti con una quantità simile di proteine possono avere caratteristiche nutrizionali differenti. Contano il profilo degli aminoacidi, la loro disponibilità e la capacità dell’animale di digerire e utilizzare ciò che ha mangiato. Per questo la qualità di una fonte proteica non può essere giudicata soltanto dal nome dell’ingrediente. Anche la lavorazione ha un ruolo, perché può influire sulla digeribilità e sulla disponibilità dei nutrienti. Allo stesso modo, leggere la lista degli ingredienti non basta, da sola, per stabilire il valore nutrizionale complessivo di un pet food.

Carne, pesce, vegetali: da dove arrivano le proteine del pet food

Le fonti proteiche utilizzate nel pet food sono numerose. Quelle di origine animale comprendono carni di diverse specie, pollame, pesce, uova e altri ingredienti derivati da animali. Nel mercato europeo una parte delle materie prime animali impiegate deriva dalla stessa filiera destinata all’alimentazione umana. Si tratta di parti dell’animale con valore nutrizionale che vengono consumate poco o per nulla dalle persone e che possono invece trovare impiego nella produzione di pet food, secondo regole precise e controlli specifici.

Accanto alle fonti animali ci sono quelle vegetali. Mais, riso, piselli e soia, per esempio, possono contribuire all’apporto proteico di una formulazione. Anche cereali e legumi contengono proteine, in quantità e con profili aminoacidici differenti. Una ricetta può combinare più ingredienti proprio per raggiungere la composizione nutrizionale prevista per l’animale al quale è destinata. La contrapposizione tra proteine animali e vegetali rischia dunque di semplificare troppo il problema. A contare è il risultato complessivo della formulazione: l’alimento deve fornire nelle giuste quantità proteine, aminoacidi essenziali, grassi, vitamine, minerali ed energia. Origine della proteina, composizione, digeribilità e rapporto con gli altri ingredienti vanno considerati insieme.

Negli ultimi anni a queste fonti se ne sono aggiunte altre meno tradizionali. Tra le più discusse ci sono le proteine ottenute dagli insetti, già presenti in alcuni prodotti per animali. Possono fornire proteine e altri nutrienti e hanno attirato attenzione anche per il loro possibile ruolo nello sviluppo di filiere alternative. Valutarne la sostenibilità, però, richiede di considerare l’intero processo produttivo, dalla specie allevata alla sua alimentazione fino alla trasformazione finale.

Cane e gatto: due esigenze diverse

Cani e gatti condividono molti nutrienti essenziali, ma non li utilizzano nello stesso modo. Il gatto conserva caratteristiche metaboliche strettamente legate alla sua natura di carnivoro e presenta esigenze nutrizionali specifiche. Per questo, in un alimento completo, il suo fabbisogno proteico è generalmente più elevato rispetto a quello del cane adulto. La differenza diventa ancora più chiara osservando alcuni aminoacidi. Il caso più conosciuto è quello della taurina. Il gatto riesce a sintetizzarne quantità limitate, insufficienti a coprire le proprie necessità, e deve quindi assumerla attraverso l’alimentazione.

Nel cane sano la situazione è diversa. In condizioni normali può produrre taurina a partire da altri aminoacidi presenti nella dieta, in particolare metionina e cisteina. Per questo la taurina viene considerata un nutriente essenziale per il gatto, mentre non lo è normalmente per il cane. Nel gatto una carenza prolungata può avere conseguenze importanti, anche a livello cardiaco e della retina. È uno degli esempi più chiari di quanto una formulazione destinata a questa specie debba tenere conto di esigenze che non possono essere trasferite automaticamente al cane.

Un altro caso interessante è l’arginina, aminoacido essenziale per entrambe le specie e coinvolto nei meccanismi con cui l’organismo elimina l’azoto prodotto dal metabolismo delle proteine. Anche qui i fabbisogni non coincidono e nel gatto il suo ruolo è particolarmente importante. È per questo che parlare genericamente di “cibo per animali” ha poco senso dal punto di vista nutrizionale. Un alimento completo per cani e uno per gatti non sono la stessa ricetta declinata in gusti o formati differenti. Cambiano i fabbisogni, cambiano le quantità necessarie di alcuni nutrienti e cambia il modo in cui l’organismo li utilizza.

Le proteine sono quindi un buon esempio di quanto il pet food sia il risultato di un equilibrio più complesso di quanto possa apparire osservando una confezione. Carne, pesce, uova, cereali, legumi o fonti più nuove possono contribuire alla formulazione, ma il punto non è soltanto da dove arrivano le proteine: diventa fondamentale capire quali nutrienti portano con sé, in quali quantità sono disponibili e, soprattutto, per quale animale è stato pensato l’alimento.