La pasta è un alimento semplice solo in apparenza. Dentro uno spaghetto c’è un equilibrio fisico molto preciso: una rete proteica che tiene insieme l’amido mentre cuoce, si gonfia, assorbe acqua, resiste alla forchetta. È esattamente lì che la pasta senza glutine incontra il suo problema storico: replicare quell’equilibrio senza l’ingrediente che, per definizione, lo costruisce. Negli ultimi anni, però, la pasta gluten free sta trovando sempre di più l’aiuto della tecnologia alimentare. Cambia la percezione dei consumatori e della ristorazione, e cambia il modo in cui la ricerca descrive la pasta: non più come una ricetta, ma come un materiale, una microstruttura, un oggetto progettato.



