L’High Pressure Processing è un trattamento “a freddo” che inattiva i microrganismi in alimenti solidi e liquidi esercitando pressioni molto elevate per pochi minuti su prodotto già confezionato, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza microbiologica ed estendere la shelf life senza alterare profilo sensoriale e struttura. In pratica, il prodotto confezionato viene caricato in un vessel riempito d’acqua fredda e portato, tramite pompe, a pressioni dell’ordine di centinaia di MPa; la pressione si trasmette in modo isostatico su tutta la superficie secondo il principio di Pascal, determinando l’inattivazione microbica senza apporto termico. Il processo, descritto così, è semplice, ma richiede una messa a punto accurata di tempi, pressione e temperatura in funzione della matrice alimentare. È una tecnologia nata oltre un secolo fa a livello sperimentale, oggi diffusa in USA e Giappone e in rapida crescita anche in Europa.



